venerdì 30 maggio 2008

Farfalle nello stomaco

Qualche mese fa, leggendo un articolo sul sito della Gazzetta, mi sono imbattuto in un'espressione che mi ha fatto impallidire, "farfalle nello stomaco". Mi sono chiesto: "ma cos'avrà mangiato questo poveretto, un'insalata di pupe?".


Visto che il testo in questione era la traduzione di un articolo pubblicato sul Daily Mail, sono andato a vedermi l'originale e ho scoperto che l'espressione inglese era "he has butterflies in his tummy". Allora, in inglese "to have butterflies" significa avere i crampi allo stomaco per l'agitazione o il nervosismo. A me personalmente i crampi allo stomaco sono venuti dopo aver letto questo orrido calco. Per scrupolo ho digitato "farfalle nello stomaco" su Google e... incredibile, 65.000 risultati!!! Preso dallo sconforto ho scritto alla redazione lessicografica di Pearson Paravia Bruno Mondadori (editore del dizionario De Mauro) per chiedere lume e conforto in questo momento difficile e questa è la loro risposta:

La locuzione non è italiana.
Il nostro dizionario inglese-italiano Oxford-Paravia rende "to have butterflies (in one's stomach)" con una spiegazione, e non con una traduzione "avere le farfalle nello stomaco".
Ma sulla rete anche i calchi dell'inglese si moltiplicano con grande rapidità, e quindi cercando con i motori di ricerca se ne trovano numerose attestazioni.
D'altra parte è anche così che le lingue si arricchiscono. Forse fra qualche anno dovremo registrare questa "nuova" locuzione italiana.


Lungi da me la presunzione di fermare l'evoluzione della lingua, ma mi permetto di esprimere tutto il mio ribrezzo verso questa espressione. Personalmente sto bene anche senza farfalle nello stomaco, non so voi...

giovedì 29 maggio 2008

D'oh!

I Simpson piacciono un po' a tutti, no? Beh, a me sì, ragion per cui, oltre a guardarne e riguardarne gli episodi in TV, mi sono avvicinato anche alla versione a fumetti. L'ho trovata carina, anche se meno divertente di quella animata. Poi mi sono imbattuto in questa perla del traduttore e la voglia di ridere m'è passata del tutto:


Che vorrà mai dire "IN TERMINI LAYMANIANI"? Secondo Google, nulla. E allora? Ecco svelato l'arcano: è la traduzione dell'espressione inglese "IN LAYMAN'S TERMS". Layman è stato interpretato come un nome proprio di persona piuttosto che per ciò che realmente significa, cioè "profano", "non esperto". La traduzione corretta sarebbe "IN PAROLE POVERE". Povere parole...

mercoledì 28 maggio 2008

Fuori Ora

Il 28 maggio 2008 prende vita questo blog dedicato alla lingua italiana e all'(ab)uso a cui, per un motivo o per l'altro, assistiamo giorno dopo giorno. Niente proclami né condanne: lo scopo è testimoniare l'evoluzione della lingua, non mettere in croce gli autori o le autrici di "improvabili" soluzioni lessicali.

Cominciamo con una chicca talmente eclatante da diventare il motivo scatenante di questo blog. Questo box pubblicitario trovato su imdb.com si riferisce al capolavoro cinematografico dei fratelli Coen, Non è un paese per vecchi, evidenzia ancora una volta i prodigi della traduzione automatica. E non stiamo parlando di un misconosciuto film indipendente. Quindi pare proprio che per lanciare un film appena uscito, la cosa migliore sia comunicare al pubblico che è "fuori ora" (Out now). Robe da pazzi. Per concludere, non dimenticatevi di fare un bello scatto per il suono: impossibile non immortalare questo momento.