Torno a scrivere di fumetti (dagli argomenti dei miei post avrete ormai intuito che ho gusti molto infantili, quindi inutile tentare di nasconderlo. In realtà si tratta di pura e semplice pigrizia: sono quelli che avevo da piccolo e non mi va di cambiarli) e vi propongo un evergreen: i mitici
Puffi. Immagino che i più siano (stati) fan del cartone animato, ma anche i fumetti, che a suo tempo ho conosciuto grazie a
Il Giornalino, sono veramente spassosi. Oggi mi vorrei soffermare su una scelta di traduzione che fa talmente... puffare che me ne rendo conto anch'io, che pure non so il francese (l'anno in cui l'ho studiato, seguendo un'ora di lezione alla settimana, il muro di Berlino era ancora in piedi, il
Trap allenava l'Inter e i parrucchieri si arricchivano imbruttendo le ragazze):


E voi, avete puffato? Ovviamente no, perché traducendo alla lettera si perde il doppio senso della parola
argent, che significa sia denaro che argento (da cui lo stupore e lo smarrimento dei Puffi).
Nelle tante avventure dei simpatici ometti blu non ho mai sentito nominare il Puffo Traduttore, ma in questo caso ce ne sarebbe stato bisogno...
2 commenti:
D'accordo ma in italiano il gioco di parole come lo avresti reso? voglio dire a volte non è proprio possibile mantenere il gioco di parole traducendo letteralmente.
Le possibilità, a parer mio, sono due: o si trova una parola in italiano che indichi il denaro e qualcos'altro (così, al volo, mi viene grano), oppure si trova una gag da inserire al posto di quella, che sia riferibile alle immagini ma non necessariamente al testo di partenza. La prima possibilità è preferibile, per ovvi motivi, ma la seconda è comunque migliore della scelta del traduttore che, oltre a perdere l'elemento comico, offre una resa priva di senso (i Puffi non hanno motivo di stupirsi, visto che il Puffo Banchiere sostiene che mostrerà loro il denaro e mostra loro... il denaro!)
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